Y.E.S. - Young Ecology Society L’amore, il rispetto per la natura e per l’ambiente, la passione per il design e l’innovazione tecnologica; sono gli elementi fondamentali che accomunano la compagine che, hanno dato vita al progetto. Sbriciola® è il primo passo verso una nuova idea di sostenibilità ambientale.

Prodotti: il territorio che crea valore
  • Italia

Il vetro è un materiale quasi eterno ed è riutilizzabile al 100%, su tale unicità si basa il nostro progetto “Spiagge di Vetro”.

L’idea che ci ha mosso ad affrontare la problematica del vetro nasce da un’attenta analisi dell’attuale ciclo di raccolta differenziata in cui il vetro rappresenta il materiale più voluminoso e pesante determinando costi di gestione che difficilmente trovano un utile nei ricavi determinati dalla sua rivendita.

L’attuale raccolta viene fatta al fine di ottenere un prodotto che possa essere riutilizzato in vetreria ma per fare ciò, al di là di rari esempi virtuosi, il vetro viene, di fatto, raccolto, con il sistema del porta a porta, con le campane e nelle isole ecologiche, spesso mischiato ad altri rifiuti, portato in siti di stoccaggio di prima e seconda selezione prima di finire nei forni di fusione.

In tutti questi passaggi il vetro ha “viaggiato” e da qui costi per il trasporto, costi derivanti dall’inquinamento atmosferico, dall’impatto ambientale dovuto alle operazioni di svuotamento di cassonetti o campane causa di un non trascurabile inquinamento acustico.

Non tutto il vetro così raccolto e trattato finisce nei forni, durante il processo di lavorazione e selezione il vetro è trattato su piazzali, sporchi, inquinati da possibili inerti non vetrosi, da residui ceramici e/o di per se inquinanti e pregiudizievoli per le operazioni di rifusione, così la frazione piccola, difficilmente distinguibile agli attuali selettori ottici, mista ad altri residui di piazzale può prendere solo due direzioni: la discarica o il conferimento in aziende specializzate al trattamento di tali residui.

Dette aziende, in Italia sono pochissime e tutte operative al centro nord, il processo industriale che le stesse attuano consiste nell’ulteriore selezione degli scarti di lavorazione, sottoponendoli anche a lavaggi e/o trattamenti termici per poi macinarli ottenendo così delle sabbie di granulometria ca. 800 micron utilizzate come materia prima secondaria dal settore vetrario.

Va da sè che tutti questi passaggi hanno dei costi enormi per la collettività e margini di guadagno bassi per gli imprenditori del settore che, nel vetro, non trovano adeguati ritorni economici.

 

Né tanto meno la metodologia del vuoto a rendere, recentemente riproposta in fase sperimentale, crea benefici anzi se da una parte si toglie un rifiuto dalla raccolta differenziata, dall’altra si creano notevoli problematiche agli esercenti e a tutti coloro che negli imballi di vetro trovano una miglior qualità del prodotto ivi contenuto rispetto a plastica e alluminio, non solo tale metodo amplifica le problematiche dovute agli spazi di lavoro, ai tempi di accantonamento, alla continua raccolta dei vuoti e gestione delle casse per lo stoccaggio determinando maggior inquinamento atmosferico e acustico.

Occorre poi dire che il vuoto a rendere una volta arrivato negli stabilimenti deve essere ripulito e sanificato, con prodotti per lo più chimici, ed ha comunque perso, già dal suo primo viaggio, le proprie caratteristiche di resistenza meccanica.

Tale soluzione potrebbe solo far aumentare la richiesta e l’uso di imballi in plastica cosa che sarebbe del tutto dannosa all’intero ecosistema e che vede, nelle ultime iniziative della Comunità Europea, una netta presa di posizione per la riduzione dell’utilizzo delle materie plastiche soprattutto nel settore degli imballaggi di acqua ed altro.

L’analisi del tutto ci ha portato a studiare un metodo diametralmente opposto a quanto sopra arrivando alla conclusione che il vetro, per le sue caratteristiche di ingombro e di pesantezza, debba essere riutilizzato nei luoghi di primo impiego.

Sbriciola nasce per ridurre i volumi del vetro là dove viene utilizzato, bar, ristoranti, alberghi, condomini….., questa riduzione volumetrica, fino ad un decimo del volume originario, consente di avere un sabbia di vetro, di varie granulometrie, che, al pari del vuoto a rendere, contiene, come inquinanti, solo etichette per lo più di carta, residui di colla, residui di organico e cioè del contenuto della bottiglia e/o barattolo, null’altro!

I secchi utilizzati per la raccolta della sabbia vengono sigillati, al loro riempimento di ca.25 Kg., con coperchi e accatastati anche per più tempo ed a secondo degli spazi disponibili, in tal modo si dilatano i tempi di raccolta risparmiando, in primis, sui trasporti.

Tale sistema permette l’eliminazione dell’inquinamento acustico per mancato sversamento. L’utilizzo di semplici furgoni permette di effettuare una raccolta della sabbia di vetro con il sistema del secchio reso ma abbiamo già studiato la possibilità di dotare i furgoni esistenti di sistemi elettromeccanici dedicati e di sistemi elettronici che permettano, attraverso il dialogo a distanza tra la macchina e gli operatori addetti alla raccolta, l’ottimizzazione dei tempi e dei percorsi.

Il materiale così raccolto viene immesso in un processo industriale, che niente ha a che vedere con il ciclo dei rifiuti, attraverso procedimenti non chimici viene ripulito delle impurità su descritte e selezionato in varie granulometrie che trovano impiego in varie applicazioni industriali con ricadute economiche ben più remunerative del settore vetrario.

Tale stabilimento non è e non vuole diventare un mega impianto, diviene operativo su aree territoriali ben definite, in base anche alla concentrazione demografica, e ciò a limitare quanto più possibile i trasporti che sono la prima e più incisiva spesa nonché una delle primarie cause di inquinamento.

Se ne deduce che la nostra idea si basa sulla replicazione degli impianti e dell’intero ciclo da Sbriciola alla vendita del prodotto ottenuto negli impianti facendo sì che ogni area territoriale abbia una vendita dedicata al maggior utilizzo di un dato prodotto ottenuto dalla sabbia di vetro a livello locale, così da abbattere e/o limitare il costo del trasporto.

Criticità come quella attuale che vede la difficoltà di raccogliere il vetro su Roma e Sud Italia per

motivi tecnici e/o burocratici legati alla produzione delle vetrerie, o riconducibili ad altre cause,

non avrebbero più ragione d’essere ed anche i Comuni potrebbero pensare a reimpiegare sul

proprio territorio la sabbia di vetro, ivi raccolta e raffinata, per la costruzione di piste ciclabili,

aree a verde e quant’altro la collettività necessitasse stimolando in ciò la creatività e la

partecipazione di tutti a tali iniziative.

Nei suoi quattro anni di attività la Y.E.S. S.r.l. ha investito soprattutto in ricerca tanto che Sbriciola è arrivata al modello 3.0, è stato prototipato e presentato all’ultimo ECOMONDO di Rimini il furgone per la raccolta della sabbia di vetro con aspiratori in modo da evitare il secchio vuoto per pieno e la possibilità di effettuare una raccolta del vetro stradale con la macinazione a bordo macchina. Stiamo altresì sperimentando un sistema che sostituirà la campana stradale.

Altra ricerca è stata destinata all’utilizzo della sabbia di vetro che trova applicazione nei vari comparti dell’edilizia, nei sistemi di filtraggio e depurazione delle acque ed altro ancora.

La Y.E.S. S.r.l. ha depositato quattro brevetti, di cui uno internazionale sull’intero ciclo, oltre ai marchi.

La Y.E.S. S.r.l. crede che con la lungimiranza della politica attenta all’innovazione e la tenacia di industriali che come noi credono nelle sfide, si possa in breve tempo integrare l’attuale sistema di raccolta differenziata del vetro con il nostro che non differenzia il vetro come rifiuto ma lo nobilita trattandolo come un sottoprodotto destinato all’industria nella sua genericità e non specificità.